L’impianto faentino brillerà di luce nuova grazie alla rinnovata pavimentazione. Il pavimento vecchio è stato interamente rimosso e sostituito con uno nuovo, molto più funzionale.

“È stato un investimento molto importante da parte nostra, e la spesa (nonostante sia ovviamente manutenzione straordinaria) è a nostro carico per il 50%. L’esigenza, nonostante le piastrelle fossero ancora a norma, è dovuta a fattori sia di sicurezza che estetici.

Le piastrelle, infatti, non erano perfettamente antiscivolo e ciò costituiva un problema per chi veniva in piscina con normali ciabatte. Inoltre, spesso molte piastrelle ‘saltavano’, costringendoci a riparare il pavimento con il cemento apposito. Ora, questi problemi non sussisteranno più”.

A cambiare sarà anche il colore delle piastrelle, di un panna della stessa tonalità adottata dalla cooperativa nelle piscine di via Marozza. Inoltre, nella zona bambini esse avranno un color beige più acceso, evidenziando un’area nella quale sarà tassativamente vietato fumare.

I lavori dovrebbero terminare in tempo per l’apertura dell’impianto a fine maggio (probabilmente per il weekend del 25-26), ma molto dipenderà dalle condizioni meteo che inevitabilmente influenzano questo tipo di intervento.

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L’edilizia italiana si sta ancora riprendendo da una crisi profonda.

 

La cooperativa Cmcf di Faenza, che da oltre 60 anni opera nel settore, fa il punto della situazione per voce del suo responsabile settore acquisti e immobiliare, Riccardo Morfino: “La crisi ha scardinato gli equilibri, prima investiva solo chi se lo poteva permettere mentre negli ultimi anni ha proliferato la speculazione edilizia, e oggi ne paghiamo le conseguenze. Ci sono fallimenti in corso, vendite giudiziarie imposte da tribunali e agenzie di recupero: ne derivano prezzi di mercato bassissimi, che muovono una concorrenza impari. Serviranno diversi anni perché la situazione rientri nei ranghi”.

"Chiaramente servono finanziamenti. E poi serve investirli bene, con criterio e priorità chiare: meglio fare due lavori perfetti che quattro mediocri; a livello sismico, meglio risolvere un problema che ridurlo. Questo vale sia per le abitazioni che per gli ambienti di lavoro."

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Coabi e Cmcf lamentano rallentamenti e difficoltà burocratiche, ma l’incentivazione nazionale e locale ha dato buoni frutti

Il tema del recupero edilizio diventa sempre più importante e oggetto di nuove norme e leggi che ne regolamentano sia i canoni a cui sottostare sia gli incentivi legati alle riqualificazioni.

Il recupero edilizio a Faenza

Per quanto riguarda la città di Faenza, il discorso del recupero edilizio è ormai decennale: partito principalmente negli anni Ottanta, con il passare del tempo il numero di interventi in questo ambito è aumentato fino a costituire, stando ad alcune stime del Comune, più del 90% dei lavori in campo edile in questo momento. Il RUE (Regolamento Urbanistico ed Edilizio) di Faenza, entrato in vigore nel 2015, ha inoltre anticipato di quasi tre anni diversi principi che compaiono nella nuova legge regionale del gennaio 2018, quali l’introduzione del perimetro del centro urbano come identificazione del confine, i concetti di sicurezza e sostenibilità in alternativa agli indici edilizi e l’attenzione alla densificazione urbana.

Le criticità

A mettere in difficoltà però chi opera nel recupero edilizio è la burocrazia che spesso accompagna interventi di questo genere, in relazione al fatto che il centro storico è tutelato in larga parte dalla soprintendenza, che deve autorizzare ogni piccolo intervento.
Un ulteriore elemento di difficoltà è la proprietà diffusa, che ostacola l’intervento su un intero complesso proprio per l’esigenza di mettere d’accordo tutti gli attori in gioco sullo stesso edificio.

Sulla necessità di ridurre l’iter burocratico legato al recupero edilizio sono dello stesso avviso anche alla Cmcf. “Impieghiamo quasi meno tempo per la realizzazione del lavoro in sé che per ottenere le autorizzazioni. Sicuramente Faenza ha il limite legato ai tempi delle autorizzazioni del genio civile, presente solo a Ravenna, ma anche la proprietà diffusa è un elemento che non aiuta in questo senso. Quanto ai risultati, l’incentivazione nazionale e locale ha dato buoni frutti, tracciando una direzione da seguire e fungendo da input: in futuro, siamo convinti che oltre alla riqualificazione energetica, sulla quale la gente è molto informata e attenta, possa avere più spazio anche quella sismica, aiutata dal bonus nazionale, ma sicuramente più invasiva per le abitazioni.”

La legge regionale 2018

Nella legge regionale entrata in vigore a gennaio 2018, inoltre, compare per la prima volta la “rigenerazione urbana”: si tratta di un’estensione del recupero edilizio, che abbraccia anche l’ambito sociale e si riferisce principalmente ad aree cittadine a cui conferire nuova linfa. Il tema verrà posto all’attenzione del nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale), uno strumento più globale e comprensibile a disposizione del comune. In questo caso, fondamentali sono l’idea di partenza e i finanziamenti pubblici previsti in futuro, perché si tratta di opere che interessano quartieri o complessi grandi - come quello dei Salesiani a Faenza - e necessitano quindi di grandi risorse. “A Faenza potrebbero essere interessate al tema zone come quella dell’Orto Bertoni o via Ponte Romano - conclude Nonni -, ma è un discorso che nella pratica potrà prendere piede nel corso degli anni, anche perché per ricucire un tessuto urbano occorrono tempi di realizzazione molto più lunghi”.

Cmcf: oggi siamo più flessibili e più aperti ad altri territori

Si conferma il trend positivo annunciato in questi mesi dai vertici della cooperativa edilizia Cmcf di Faenza: “Ci prepariamo a incontrare i soci in occasione dell’assemblea annuale e siamo felici di poter presentare un bilancio migliore di quanto previsto - sottolinea il presidente di Cmcf Daniele Lama -. Come anticipato, il bilancio 2017 si è chiuso con un piccolo utile, nonostante le previsioni fatte nel piano industriale appena avviato dalla nostra cooperativa fossero state più prudenti. Questa inversione di tendenza è certamente un segnale positivo e ulteriore conferma delle scelte fatte in questi mesi”.

Nell’ordine del giorno dell’assemblea dei soci, in programma per sabato 19 maggio, oltre all’approvazione del bilancio 2017 è previsto anche il rinnovo delle cariche sociali della cooperativa faentina.
I 46 soci della cooperativa saranno quindi chiamati a eleggere i nuovi consiglieri tra i quali saranno scelti nuovo presidente e vicepresidente: “È un appuntamento molto importante per noi e un’occasione per confrontarci sull’andamento e sui progetti futuri - prosegue il presidente -.Il piano industriale quinquennale messo in campo nel 2017 con l’obiettivo di rendere la nostra struttura più flessibile, più ‘leggera’ e più aperta anche a nuovi territori, sta già dando buoni frutti ed è importante che i nostri soci siano coinvolti attivamente in questo processo”.

La cooperativa infatti, che oggi conta 70 lavoratori, non opera più esclusivamente nell’area faentina ma ha avviato cantieri su tutto il territorio romagnolo e nel bolognese. Nel ravennate, in particolare, sono partiti (e altri prenderanno il via a breve) alcuni cantieri tra i quali si inseriscono anche diversi lavori di ristrutturazione commissionati da una cooperativa aderente, come la stessa Cmcf, a Confcooperative Ravenna. A Faenza sta invece per partire l’ampliamento di un capannone industriale: “Devo dire che una piccola ripresa del mercato, almeno sul piano degli investimenti industriali, c’è stata - conclude Lama -. Staremo a vedere come andranno le cose nei prossimi mesi e, nel frattempo, continueremo a lavorare nel solco di quanto tracciato per consolidare e dare nuovo impulso alla cooperativa”.

L'edizione 2015 della Settimana della Bioarchitettura e della Domotica, si è conclusa con la premiazione di vincitori e menzionati all’edizione 2015 del Premio Sostenibilità, che ogni due anni seleziona progetti esemplari del progettare e costruire green.

Per la categoria Ristrutturazione e Restauro, il progetto vincitore è quello di Paolo Rava, architetto, Daniele Carroli, designer e Rita Burbassi, architetto, che hanno restaurato l’Ex Refettorio S. Illaro di Faenza (RA).

L’intervento all’interno dell’ex refettorio di Sant’Illaro ricava spazi per uffici su un edificio risalente al XVII secolo utilizzato come refettorio a servizio del convento annesso alla chiesa di Sant’Illaro. Per la giuria interviene efficacemente da un punto di vista energetico sul sistema edificio-impianto, garantendo le prestazioni di un involucro ben isolato attraverso l’azione su parametri del sistema energetico come l’irraggiamento e i regimi estivo e invernale e un sistema a pompa di calore con ventilazione forzata.

CMCF ha realizzato ne ha lavori.

Il Sole 24 Ore ha recentemente pubblicato uno studio secondo cui il mercato immobiliare in ripresa: previste 448mila compravendite nel 2015, prezzi in risalita solo da metà 2016.

Secondo l’European Outlook 2016 di Scenari Immobiliari, il miglioramento appare nelle previsioni di un aumento del fatturato in linea con la media degli altri quattro Paesi più importanti nel prossimo biennio: "Più faticosa la ripresa dei prezzi e dell’attività edilizia, per i quali non ci sarà un’inversione di tendenza prima del secondo semestre 2016".

Il fatturato immobiliare italiano va a un passo più spedito del Pil: +3,7% il fatturato 2015 contro il +0,6% del Pil, +5,4% il fatturato 2016 contro una previsione del +1,4% del Pil.

A conferma di quanto emerge dalle statistiche sul settore immobiliare a livello nazionale, grazie anche a solidità e qualità costruttive che ci contraddistinguono, unite alle lungimiranti politiche regionali  sempre a sostegno del settore, nell'area di "Faenza" abbiamo raggiunto importanti risultati per i nostri due interventi di spicco ovvero il "Condominio San Rocco IV" in Via Caltagirone ed il "Condominio Residence Girasole" in Via Gianna Boschi.

Il perdurare delle ottime condizioni finanziarie legate ai mutui prima casa, hanno certamente contribuito ad influenzare positivamente l'andamento delle compravendite. Come riportato da alcuni organi di stampa dopo anni di recessione, gli analisti prevedono stabilità di prezzi per tutto il 2016 ipotizzando leggeri rincari per il 2017.

Anche in Italia arriva il bonus per sostenere gli acquisti di case, vincolato però all'affitto dell'unità immobiliare.

Come previsto dal decreto Sblocca Italia, approvato dalle Camere, a chi acquista (dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2017) un immobile a destinazione residenziale, che sia di nuova costruzione oppure oggetto di interventi di ristrutturazione, ceduto da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie, è riconosciuto un bonus fiscale pari al 20% del prezzo di acquisto. Il limite massimo complessivo di spesa deve essere di 300mila euro.

L'agevolazione è prevista solo per le persone fisiche e non per chi esercita attività commerciali.
Nellink seguente sono riportate le condizioni che bisogna rispettare per poter godere di questo bonus

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